Dal Rullino al Metaverso: La mia Odissea Immersiva

Il mio viaggio nel visivo è iniziato tra le mura di uno studio grafico, dove la precisione del pixel incontrava il rigore del progetto. Ma la mia vera ossessione è sempre stata superare il limite dell'inquadratura, un'avventura che affonda le radici nei primi anni '90.
Ricordo ancora l'emozione delle prime sperimentazioni con i protocolli Apple e il leggendario QuickTime VR: è lì che ho imparato l'arte dello stitching, la pazienza certosina nel "cucire" insieme gli scatti per creare un orizzonte senza fine. Quella che era un'operazione quasi alchemica, fatta di hotspot e navigazioni interattive primordiali, mi ha insegnato a guardare lo spazio non come una foto, ma come un ambiente da abitare.
Ho attraversato le ere tecniche di questa rivoluzione:
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Ho vissuto la svolta di Helmut Dersch e dei suoi Panotools, che hanno liberato la matematica del panorama dai vincoli dei brevetti.
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Ho visto il tramonto di Java e Flash per approdare alla libertà dell'HTML5, portando finalmente l'immersione totale nel palmo di una mano.
Ciò che un tempo era una sfida tecnica tra rullini e software pionieristici, oggi è la base della mia ricerca personale: trasformare la tecnologia a 360° e il Metaverso in uno strumento per narrare l'anima dei luoghi, rendendo la storia un’esperienza che chiunque può vivere, ovunque si trovi.






























