Dal Rullino al Metaverso: La mia Odissea Immersiva per la Memoria del Fermano

Il mio viaggio nel visivo è iniziato tra le mura di uno studio grafico, dove la precisione del pixel incontrava il rigore del progetto. Ma la mia vera ossessione è sempre stata quella di superare il limite dell'inquadratura — un’avventura che affonda le radici nei primi anni '90.

Ricordo l'emozione delle prime sperimentazioni con i protocolli Apple e il leggendario QuickTime VR: è lì che ho imparato l'arte dello stitching, la pazienza certosina nel "cucire" insieme gli scatti per creare un orizzonte senza fine. Quella che era un'operazione quasi alchemica, fatta di hotspot e navigazioni primordiali, mi ha insegnato a considerare lo spazio non come una semplice immagine, ma come un ambiente vivo da abitare.

Ho attraversato ogni tappa di questa rivoluzione:

  • La svolta open source: la matematica del panorama liberata dai brevetti grazie ad Helmut Dersch e ai suoi Panotools.

  • L'evoluzione dei linguaggi: dal tramonto di Java e Flash alla libertà dell'HTML5, portando l'esplorazione a 360° direttamente sul display di uno smartphone.

La memoria digitale del Fermano

Questa ricerca tecnica e stilistica ha trovato la sua naturale vocazione nel racconto del mio territorio d'origine: il Fermano. Per anni, spinto dall'entusiasmo e nel tempo libero, ho esplorato e documentato chiese, musei, antiche mura e mostre d'arte per dare forma all'archivio immersivo di Fermano.it.

Quando all'inizio del 2025 il sito originale è stato violato da un attacco informatico, ho deciso di mettere in salvo questo patrimonio visuale trasferendo l'intera collezione all'interno del mio portale personale.

Quello che puoi esplorare qui non è solo il frutto di anni di lavoro, ma una testimonianza dall'alto valore didattico, culturale e turistico. In alcuni casi, queste immagini custodiscono la memoria di ciò che non c'è più: come nella panoramica della Chiesa di Santa Maria in Pantano, che documenta la bellezza dell'edificio prima che venisse distrutto dal terremoto del 2016.

Ciò che un tempo era una sfida pionieristica tra pellicola e software, oggi è diventato uno strumento per preservare la storia, narrare l'anima dei luoghi e rendere la bellezza del nostro patrimonio un'esperienza viva e accessibile a chiunque, ovunque si trovi.